MARQUES, SEMBRAVA SOLO UNA COTTA ESTIVA…

16 Lug 2012, 11:30 13 Commenti di

Riavvolgiamo il nastro indietro di due anni: tra infortuni, scelte tecniche, partite giocate, assist e (un) gol riviviamo, in un articolo scritto a quattro mani dai più promettenti esponenti del settore giovanile di stadiotardini.com, la storia a Parma di quel ragazzo un po’ (troppo) tatuato e con le magiche scarpe arancioni…

marques stadiotardini com(Luca Bellelli e Lorenzo Fava) –  È, suo e nostro malgrado, l’uomo del momento. Su di lui è stato pensato, detto e scritto troppo, ma non tutto. Non indagheremo ancora sulla sua mancata presenza a Levico né tantomeno scaveremo morbosamente nel suo passato (e presente): ci limiteremo a tracciare il profilo di un giocatore che sembrava averci fatto prendere solo una cotta estiva, quando invece si trattava di vero amore. Fernando Marques appare al Tardini nell’amichevole del 5 agosto 2011 contro il Racing Santander, occasione per presentare la squadra di Marino al pubblico. Sotto una leggera pioggia Nando entra a inizio ripresa al posto di Paloschi. Stupisce fin da subito per la morbidezza con la quale zigzaga in campo, per la fragranza delle sue giocate, mai banali; ancora, per la personalità con cui cerca continuamente il pallone.

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DSC01019Seppur in un contesto estivo, il suo è un debutto sorprendente. A 10’ dal termine Cristiano Lucarelli viene affossato in area: dal dischetto va Il Toro Loco e timbra subito il cartellino. Ancora non lo potevamo sapere, ma quella sera fu il germoglio di una sofferta, burrascosa, mai del tutto chiara relazione tra un ragazzo che ha cambiato 8 squadre in 4 Paesi, che –solo qui – ha avuto 3 numeri di maglia diversi ma che, probabilmente, non ha ancora trovato se stesso. Jose Fernando Marques Martin nasce a Madrid il 4 dicembre 1984. Cresce calcisticamente nella cantera del Rayo Vallecano, la quarta squadra della capitale. Nella stagione 2002/2003 debutta in prima squadra, con una decina di presenze. In quella successiva totalizza 25 presenze e 2 reti, meritandosi l’attenzione del Racing Santander che lo ingaggia. Ben presto finisce ai margini della squadra causa indisciplina. Paradossalmente, nonostante sia fuori rosa, nel gennaio 2005 viene girato in prestito al più prestigioso Atletico Madrid. Dopo una parentesi all’anonimo Castellon, finisce prima in Grecia (all’Iraklis) per 2 anni; poi, nell’estate 2009 sostiene un provino col Celtic, ma la saudade si fa sentire: Nando torna in patria, all’Espanyol. Questo è il suo anno migliore: fa addirittura parte dei 40 preconvocati da Del Bosque per il Mondiale sudafricano. La sua avventura a Parma inizia ufficialmente il 14 luglio 2010, quando viene presentato alle 18 al Tardini. Sulla maglia ha il numero 19, ma, quando Lunardini viene ceduto alla Triestina, si impadronisce dell’8. Detto del debutto col Racing, in campionato la prima giornata propone il Brescia, liquidato 2-0 con super prestazione dell’altro neo acquisto Giovinco. La prova dello spagnolo è davvero buona (eccezion fatta per un clamoroso gol divorato nella ripresa), e si pensa che il tanto sponsorizzato calcio champagne di Marino possa essere cucito su misura per la Formica Atomica e Marques. La prima sconfitta stagionale, una settimana dopo a Catania, non coincide con una prestazione anonima del Nostro: per La Gazzetta dello Sport si merita un altro 7 in pagella, il secondo consecutivo. La terza giornata (Genoa) fa registrare la prima coincidenza sfortunata: dopo il vantaggio di Toni su rigore, pareggia Zaccardo. Verso la fine del match su una strana palla impennatasi in area, Nando calcia a botta sicura, centrando il pessimo Eduardo. La palla balla sulla riga e il portiere, disperatamente, la ricaccia fuori: gol o no? La sensazione è che la palla sia entrata, l’arbitro non la pensa così. Il Parma inanella una serie di partite anonime e anche lui risente del momentaccio della squadra: solo 4 punti in 7 partite. A Napoli, la strana scelta di Marino di partire senza punte penalizza i crociati che con Giovinco e Marques davanti non combinano nulla per 25’ finché Seba non alza bandiera bianca: ulteriore mazzata e morale sotto i tacchi. Tutti sul banco degli imputati dopo il 2-0. Una settimana dopo, a Bari, sembra di rivedere il Nando dei bei tempi (su YouTube la chicca è un video in cui lui, con la maglia dell’Espanyol, dà spettacolo al Bernabeu): grandi giocate, cross a ripetizione e traversone parabolico per il super gol di Candreva, irretisce gli avversari fino a quando Andrea Masiello lo livella al suolo con un’entrataccia che gli vale l’espulsione. Ma è un fuoco di paglia. Tra novembre e dicembre una non meglio precisata contusione lo tiene ai box un mese. Marino prova soluzione alternative: sceglie il terzino Angelo come ala destra (il brasiliano vanta un gran feeling con Crespo) e a sinistra, senza Giovinco, talvolta avanza Candreva. Lentamente se ne perdono le tracce, soffre di pubalgia. Leonardi ritenta il colpo spagnolo con Toni Calvo, che a parte un paio di comparsate non si vede mai e non fa breccia nel cuore dei tifosi. Ricompare il 25 gennaio 2011 nel quarto di finale di Coppa Italia a Palermo perso immeritatamente ai rigori. La sua è una buona prestazione, seppur priva di particolari spunti in velocità. Se non erriamo, è la prima volta che indossa le magiche scarpe arancioni. Viene poi operato a Barcellona il primo febbraio, probabilmente a causa della pubalgia, ma la notizia è piuttosto vaga e passa inosservata ai più. La sua prima stagione si chiude di fatto qui. Una curiosità, che ha dell’incredibile: nel giornalino distribuito ogni domenica in curva sono presenti box con varie statistiche del campionato in corso. Ebbene, ad aprile, pur non giocando ormai da 6 mesi, Marques è ancora primatista nel numero di cross effettuati, nettamente davanti a Mascara e Cossu, loro sì titolari inamovibili. Di questo primo anno, che molti credono essere anche l’ultimo, ci rimangono gli alti e bassi di un giocatore mai tra le righe, con tatuaggi dappertutto, i capelli strani e quel modo di correre con i piedi larghissimi. Non tutti lo amano però. Gli viene imputata troppa fumosità e nessun arrosto nel forno. La seconda stagione si apre all’insegna di come si era conclusa quella precedente: nessuno sa che fine abbia fatto Nando, tantomeno mister Colomba, che, dopo la cavalcata trionfale valsa la salvezza, non si fa nessuno scrupolo per portare El Toro Loco nel ritiro di Levico. Scelta un po’ scontata: del resto il calciatore non sembrava piacere tanto a Psycolomba, che in un’amichevole disputata il 19 maggio 2011 contro il Monticelli, compagine di Eccellenza, non gli risparmiava ripetuti richiami e dure strigliate, nonostante il gol realizzato dal jolly iberico, nonostante il 4-0 parziale (sarebbe terminata con il risultato di 8-0), nonostante fosse un incontro senza alcuna valenza sportiva. E anche nelle distese interviste rilasciate agli organi d’informazione il coach aveva fatto capire che Nando non l’avremmo mai visto in campo sotto la sua guida: «Non è al top della forma, è impacciato…». Non diversamente in una intervista esclusiva raccolta dal nostro direttore Gabriele Majo dopo l’amichevole di fine stagione a Colorno: “Poco ancora, in effetti. Si vede che non sta ancora al 100%, è impacciato, però conosciamo pregi e difetti adesso”.. Durante il raduno estivo, che un anno fa in questi stessi giorni prendeva inizio, mentre la truppa correva e sudava sotto il sole nei boschi della cittadina trentina, mentre la campagna abbonamenti crociata aggiungeva di giorno in giorno nuovi e vecchi fedeli supporters, mentre il tandem Leonardi-Preiti si prodigava sul mercato (specialmente alla disperata ricerca di una punta di peso, mai arrivata), Nando era assente e ogni indiscrezione sul suo conto assumeva le più stravaganti e svariate sembianze: chi diceva che fosse in Spagna con l’amico Toni Calvo – scaricato dal Parma dopo i sei mesi di prestito di cui sopra, e di cui si ricorda solo il buffo nome – a curarsi dai lunghi infortuni lungo i lidi di Ibiza; chi sosteneva che fosse stato scaricato dalla società; chi, al contrario, credeva che il suo contratto col Parma –  quinquennale – prevedeva la possibilità di un taglio in caso di mancato raggiungimento di un numero prestabilito di presenze. Per non parlare della misteriosa notizia divulgata dalla Gazzetta di Parma, secondo la quale il funambolo non era stato riscattato dal club di viale Partigiani d’Italia e avrebbe fatto ritorno al misterioso Terrassa, club di III divisione spagnola. Anche StadioTardini.com, tramite il suo direttore Gabriele Majo, si era occupato della faccenda con un articolo lo scorso 4 settembre, smentendo di fatto il rumor lanciato dal quotidiano locale: come poteva Nando  «tornare al Terrassa» quando invece era arrivato nel Ducato a parametro zero dopo l’esperienza all’Espanyol? Così tra suggestioni poco credibili e la disinformazione più totale (tutti erano all’oscuro di tutto), il 9 settembre 2011, un normalissimo giorno di allenamento come gli altri, un giovane un po’ (troppo) tatuato varcava i cancelli del centro sportivo di Collecchio. I tifosi presenti lo scrutavano per un po’, come basiti. Eppure non c’erano dubbi, né la memoria li ingannava: Marquès era tornato. Da dove non si sa. L’importante era che fosse di nuovo un crociato, anzi il 32 crociato. Auspicabile un suo impiego in campionato, quantomeno una convocazione; d’altronde, con Marino, Josè, all’inizio dell’avventura, era stata una delle pedine insostituibili dello scacchiere del tecnico di Marsala, amante – a differenza del paese natìo – del calcio champagne. Non così la pensava Psycolomba: primo non prenderle, il bel gioco non è una priorità. Ergo, nessun spiraglio per Marques. Il Parma proseguiva il suo campionato tra alterne fortune e senza il suo spagnolo, mai convocato. Riassaggiava il profumo del manto erboso del Tardini in occasione dell’amichevole del 12 novembre, che il Parma aveva sostenuto contro la selezione under 20 del Ghana (stadiotardini.com ne aveva riportato un’ampia cronaca, con tanto di foto e videogallery). Sebbene i mesi di inattività, si era clip_image001[3]dimostrato tonico e vivace; il sottoscritto (Lorenzo Fava, autore dei servizi sulla citata amichevole, nota del direttore), dopo una provante mattinata scolastica, ebbe non solo l’occasione di rivederlo in campo, ma la fortuna di incrociarlo a partita conclusa, all’uscita dello stadio; di poche parole di fronte alle mie richieste di autografo e foto ricordo (a lato), ma quanto mai disponibile e felice di realizzare il desiderio di un giornalista in erba che non era riuscito a nascondere la sua passione. Ragazzo con la testa sulle spalle e sempre sorridente, El Toro Loco. Ci si augurava potesse rappresentare una piccola svolta riguardo la sua stagione. Ma ancora tanto silenzio. Colomba lo convocava in panchina (per la prima e ultima volta) contro il Palermo – passata alla storia solo per la fitta nebbia che aveva impedito per gran parte dell’incontro la completa visibilità, non solo ai tifosi -, giocata il 4 dicembre, giorno del suo compleanno. Il tecnico maremmano, resosi evidentemente conto di essere stato già fin troppo magnanimo, non gli regalava qualche scampolo di match da protagonista. Anniversario amaro. Il fantomatico caso di Nando si trascina fino all’esonero del tecnico grossetano. Incredibilmente, tutto il mistero addensatosi sullo spagnolo non fa altro che stuzzicare la curiosità del popolo: un po’ dappertutto, prima pochi temerari, poi sempre più tifosi iniziano a caldeggiarne l’utilizzo. All’arrivo di Donadoni, però, si infortuna. Ma l’ex fantasista del Milan apprezza i giocatori di qualità e decide che un’altra chance gli debba essere data; lo fa debuttare a marzo nella sfida casalinga contro il Napoli. Con il Parma sotto 1-0, al 76′ Marques entra e all’istante mette in difficoltà il difensore partenopeo Campagnaro, costringendolo al calcio d’angolo, da cui scaturisce il gol di Zaccardo per il momentaneo pari. Qualche scampolo di gara poi nel pareggio romagnolo di Cesena (2-2), al termine del quale ci dichiara, a precisa domanda, “Piano piano sto meglio”. Fino al giorno delle verità, 2 maggio 2012: il Tardini è il teatro del grande spettacolo Parma-Inter, che vede come attore protagonista il nostro Nando, tornato titolare dopo oltre un anno. Non sapevamo dell’assenza di Floccari: salendo le scale, in un tic consolidato, controlliamo la panchina per vedere se c’è. No! Dannazione! All’improvviso ci accorgiamo che incredibilmente fa parte degli 11 schierati dall’inizio. Il maudit, proprio lui, parte carico, tanto che abbatte Sneijder meritandosi il giallo. Marca al minuto 53 la rete del pareggio che dà il là allo strabiliante successo emiliano sui nerazzurri di Milano. La gioia incontenibile per la partita più bella da lui disputata nel campionato di casa nostra prosegue fino alla giornata conclusiva che sancisce la settima vittoria consecutiva (ai danni del Bologna) del Parma targato Donadoni e l’ottavo piazzamento conquistato in classifica. Per Nando è la quarta partita disputata. A onor del vero l’ultimo momento in cui abbiamo ammirato El Toro Loco al Tardini è stata la partita organizzata per festeggiare le 35 candeline sulla torta dei Boys. Per l’occasione, tra le vecchie glorie radunatesi, figurava anche il beniamino spagnolo, che, entrato in campo nella ripresa, sotto gli occhi della emma marques giuseppe floccari foto copyright stadiotardini commamma Emma (di cui il Gossip writer di stadiotardini.com aveva poche ore prima scattato alcune foto assieme al papà di Floccari, Giuseppe) ha offerto spettacolo grazie alle sue solite delikatessen: dribbling ubriacanti, traversoni taglienti da fondo campo, scatti in profondità, gol realizzato dopo una lunga serpentina conclusa con una deliziosa palombella su Pavarini in uscita. Noi lo ricordiamo così. Nando è stato un ragazzo che in solo diciassette partite in gialloblù si è fatto amare e apprezzare dalla maggior parte dei pramzàn, e per le qualità tecniche e per l’estroso carattere e per le doti umane. Sembrava che con Donadoni potesse aprirsi un suo secondo ciclo con la casacca numero 32 (ormai diventata un logo), ma per motivi personali Nando a Levico non ci sarà nemmeno quest’anno. Nonostante Donadoni avesse espresso più volte la sua stima nei confronti del ragazzo. Ma le laconiche dichiarazioni dell’AD Leonardi non sembrano lasciare spazio a un “one more time” dello spagnolo: «Non possiamo spiegare la situazione di Marquès perché non ha niente a che vedere col calcio, ma in coscienza abbiamo fatto tutto il possibile per aiutare il ragazzo. Difficilmente lo rivedremo…». Con il sorriso stampato sul viso, come ci ha insegnato lui, ci congediamo con El Toro Loco, al quale facciamo un grandissimo augurio di un futuro roseo e felice. Un forte abbraccio dei tifosi crociati sarà pronto a riaccoglierlo a casa, qualora lui volesse. Adelante Nando, scarta tutti i problemi con un dribbling dei tuoi e segna il gol della vittoria. Luca Bellelli e Lorenzo Fava

 

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Autore

Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

13 Commenti a “MARQUES, SEMBRAVA SOLO UNA COTTA ESTIVA…”

  1. Anonymous says:

    Grande articolo..Nando ci mancherai..
    Pietro G.

  2. Anonymous says:

    grazie pietro G.

  3. Andrea I. says:

    bell'articolo,soprattutto per aver spiegato come sia difficle che un giocatore entri nel cuore dei crociati,e Nando ci è riuscito in sole 17 partite e un gol…ma che gol!!
    Andrea I.

  4. parmigianoreggiano says:

    Fava nulla da eccepire su contenuto, ma hai sbagliato titolo: Marques infatti è un perfetto METEOrismo.

  5. Gabriele Majo says:

    Diciamo che quello scritto a quattro mani dalla Primavera di stadiotardini.com è un "supermeteorismo". La pregiata ditta Bellelli e fava si è fatta in quattro (mani) per dar vita a una puntata speciale dei celebri Meteorismi (come da Tuo suggerimento di qualche giorno fa, anche se i giovinastri, ammalati di Marques, mi avevano subito chiesto di poterlo ricordare). Una sorta di instant book…
    Ciao gm

  6. Marco says:

    Fa quai venire la lacrimuccia l'articolo,molto evocativo,dispiace che ci lasci così,arrivederci Nando,chissà mai…

  7. Parmigiano says:

    Grazie Gabriele, il tuo appunto INECCEPIBILE dà la giusta lettura all'operato dei tuoi due promettenti "garzoni di bottega" (nel senso nobile del termine, ovviamente). Ciao a tutti e tre.

  8. Lorenzo Fava says:

    Ringrazio (anche a nome del mio "compagno di vivaio") tutti i lettori per l'interesse dimostrato. Sia a me, sia a Luca Bellelli ha fatto assolutamente piacere riproporre i trascorsi di Nando in crociato. Lo sottolineava il buon direttore Majo: è stata un'idea che gli abbiamo proposto all'istante, secondo noi un doveroso ricordo. Come dicevo, è stato un giocatore che, seppur tra alti e bassi, seppur tra luci e ombre, è riuscito a far breccia nel cuore dei tifosi gialloblù per tutte le sue caratteristiche elencate nell'articolo. Marco (molto cortese) ha detto che «fa quasi venire la lacrimuccia l'articolo,molto evocativo»: questo dimostra che la piazza teneva davvero tanto a Marquès. Non avremmo potuto inserire El Toro Loco nella rubrica "I METEORismi" (che, comunque, continuerà per tutta l'estate) – come aveva suggerito il prezioso Parmigianoreggiano -, sarebbe stata una mancanza di rispetto. Per noi Nando ha dato tanto e avrebbe potuto dare ancora molto altro ancora, soprattutto sotto la gestione Donadoni. Un peccato che sia finita così, ma quel ragazzo un po' (troppo) tauato, con la capigliatura strana e le magiche scarpette arancioni tornerà a salutarci: i suoi più accaniti fans si augurano che questo sia stato solo un arrivederci…
    Grazie a tutti.
    Un saluto, Lorenzo Fava

  9. Gabriele Majo says:

    Mio Giovane Allievo,

    al di là dell'emozione per il triste momento per un aficionado come te, e al di là del nome un po' spudorato che scelsi a suo tempo per la Tua rubrica, io penso che Parmigiano (si dimentichi il suffisso reggiano) abbia ragione nel considerare a buon diritto Nando Marques un personaggio meritevole di entrare nella galleria dei meteorismi. Se tu lo reputi una mancanza di rispetto, cosa dovrebbero pensare, allora, tutti gli altri protagonisti che via via sfilano nella tua galleria? Far parte dei meteorismi non deve essere considerato offensivo per nessuno. Né per chi simpatizzi, né per chi antipatizzi.
    Quello fatto a quattro mani da voi giovani del vivaio di stadiotardini.com è dunque un Super-meteorismo di attualità, un instant book.
    Ciao Gmajo

  10. Luca Bellelli says:

    ringrazio anch'io per le belle parole di cui sopra. Anche se dovesse essere considerato un Meteorismo, è sicuramente quello che è entrato di più nel cuore dei tifosi, oltretutto in sole 17 partite (poche delle quali intere). Ah, non mi stupirei di rivederlo varcare i cancelli di Collecchio a settembre, col sorriso sulla faccia. Lasciamo la 10 libera…

  11. Anonymous says:

    Nando un saluto dalla Curva !

  12. Anonymous says:

    ..ognuno ha i suoi miti/idoli….
    ma non vorremo mica far passare sotto silenzio la partenza di Valiani??!!
    Due stagioni e mezzo una settantina di presenze e sempre dato l'anima per la maglia!!
    Ciao Ciccio! e grazie!
    Claudio

  13. Luca Bellelli says:

    Assolutamente no. Certo è che Valiani non è uno di quei giocatori estrosi che stuzzicano le fantasie dei tifosi (proprio grazie a grande duttilità e spirito di sacrificio è stato apprezzato molto da 2 tecnici pragmatici come Guidolin-con cui si è espresso al massimo- e Colomba); è invece uno su cui puoi sempre contare: o titolare o in panchina, lui c'è sempre stato. Ma è innegabile che in virtù delle sue qualità e per l'aura di mistero che lo ha sempre circondato, Marques sia diventato universalmente beniamino molto più non solo di Valiani-rispetto al quale ha disputato 50 partite in meno- ma anche di altri giocatori di questi 2 anni. Nando è stato-è- una rockstar. Valiani quello che gli scriveva i testi, però doveva sudare e correre il triplo per guadagnarsi la notorietà. Sono sicuro che anche lui rimarrà nel cuore dei tifosi.