NO ALL’ OMBRELLO, SI ALL’ACCAPPATOIO…

Rumorosa protesta ai tornelli dei Boys per l’accesso non consentito ai parapioggia con punta. Intanto in Tribuna Stampa veniva distribuito un innovativo telo bagno…

SAM_5715Entrambi servirebbero per stare asciutti o per asciugarsi: ma al Tardini oggi non c’era par condicio tra ombrelli ed accappatoi. I primi venivano “sequestrati” dai solerti steward in servizio ai tornelli della Curva Nord, con il malcontento dei nostri Ultrà, tradotto in cori – da stadio, è il caso di dirlo – contro gli addetti, e la solita Tessera del Tifoso (in sostanza si chiedevano quali fossero i vantaggi dell’aver sottoscritto la medesima) mentre, in contemporanea, i secondi – in colori o giallo o blu – venivano distribuiti gratuitamente ai giornalisti in tribuna stampa, come cadeau del produttore. A proposito di par condicio: anche tra gli stessi parapioggia si registravano differenze, in quanto una deroga era concessa a quelli senza punta, mentre in altri settori dello stadio (tra cui quello Ospiti) gli addetti alla sicurezza, evidentemente meno zelanti dei colleghi in servizio in zona-Boys, non avevano applicato la tolleranza zero.

SAM_5795Sotto a questo post potrete vedere la fotogallery a cura di quell’ “uomo di merda” di Gabriele Majo, ovverosia l’estensore di queste righe, così ribattezzato – a distanza – da alcuni supporter qualificati, che ci chiedevano, educatamente, di documentare con le immagini quanto stava avvenendo nei pressi dell’edicola.
Non c’era bisogno che ci invitassero a scattare foto, in quanto abbiamo questo vizio da qualche tempo a questa parte, così come quello di scrivere in libertà, ma con la massima onestà, i nostri pensieri. Senza pregiudizi verso alcuno e senza committenti se non l’amore ed il rispetto per il mestiere di giornalista.
Lo stesso che mi ha spinto a seguire con attenzione il fuoriprogramma odierno, che ha portato in area “gabbia” sia alcuni alti graduati delle Forze dell’Ordine che il Delegato alla Sicurezza del Parma FC Stefano Perrone, SAM_5732parlando informalmente col quale abbiamo cercato di documentarci, per capire i motivi del malessere.
Dal colloquio è scaturito, in sintesi, quanto segue: e cioè che la decisione contestata dai Boys di non fare entrare gli ombrelli con la punta in Curva Nord non è una novità di giornata, dal momento che il dispositivo, previsto dalla Legge, è in vigore da tempo ed è sempre stato fatto rispettare. Qualcuno – e noi siamo pienamente d’accordo – ha detto che, considerata la scarsa pericolosità oggettiva dei tifosi del Chievo Verona, si poteva cercare SAM_5718di adottare il buon senso, perché, come ricordavano in maniera colorita i nostri Ultrà, avevano portato l’ombrello perché piove (e, sottinteso, non per usarlo come oggetto contundente).
Ma Perrone aveva le sue ragioni nel replicare che il problema non era la tifoseria avversaria, quanto i potenziali pericoli di incidenti accidentali che potrebbero derivare per sé stessi e per gli altri, con la presenza di numerosi ombrelli appuntiti in Curva Nord. Inoltre si sarebbe potuto creare un precedente per future contestazioni: cioè come si sarebbe potuto impedire alla stessa persona – in una SAM_5735piovosa partita di cartello ritenuta “pericolosa” per l’Ordine Pubblico – di portare dentro l’ombrello, se oggi gli fosse stato consentito di farlo?
Per rimanere in tema va ricordato che, in occasione della recente trasferta di Cesena, la Società ospitante aveva per tempo avvertito i propri tifosi e quelli avversari (cioè i nostri) che non sarebbero stati fatti entrare gli ombrelli, ed in quel caso, tra l’altro, l’impianto ospitante, al contrario del Nostro amato tempio è interamente coperto. A Firenze tutti, o almeno SAM_5729gran parte dei Boys presenti avevano resistito alla pioggia battente sul Franchi, durante un forte nubifragio. E ci pare di ricordare pure un antico coro, vanto della Nord: “Piove e l’Ultrà non si muove…” In deroga a questo principio la insolita richiesta odierna di far passare i parapioggia, e le vistose assenze tra i ranghi.
Gli ombrelli non sono stati fatti passare, però, in compenso, in Nord è arrivato un tamburo (strumento teoricamente proibito, fatto salvo autorizzazioni) utilizzato come sottofondo musicale in parte della gara. (gabriele majo)

FOTOGALLERY

SAM_5713SAM_5714

SAM_5716SAM_5717

SAM_5719SAM_5720

SAM_5721SAM_5722

SAM_5723SAM_5724

SAM_5725SAM_5726

SAM_5727SAM_5728

SAM_5730SAM_5731

SAM_5733SAM_5734

SAM_5738SAM_5739

SAM_5740SAM_5749

SAM_5758SAM_5771

SAM_5778SAM_5779

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

22 pensieri riguardo “NO ALL’ OMBRELLO, SI ALL’ACCAPPATOIO…

  • 1 Novembre 2010 in 12:01
    Permalink

    Gli ombrelli sono stati sequestrati a genitori con i bambini, gente anziana, anche a un ragazzo diversamente abile…non certo ai "nostri Ultrà" che, lo sanno anche i gradoni dello stadio, vanno con gli impermeabili. Ombrelli sequestrati a gente che ha sottoscritto la Tessera del Tifoso, dunque con accessi agevolati, meno controlli, e gente non pericola. Ecco questo è un passaggio che nel suo "sfogo rancoroso" si è scordato di scrivere.

  • 1 Novembre 2010 in 12:57
    Permalink

    Gentile Anonimo, mi spiace non leggere la sua firma (ma come, neppure un nickname?) a conclusione del commento che ha postato: mi piacerebbe – e l'invito è rivolto all'intera utenza – che ci si firmasse quando si inserisce un contributo.
    Lei definisce il mio scritto uno "sfogo rancoroso": non capisco perchè dovrebbe esserlo e nei confronti di chi? Dei Boys? Solo perchè mi hanno urlato "uomo di merda"? Non essendolo,o non sentendomi tale, continuerò a seguirli con la stessa serenità d'animo con cui ho "vergato" la news che Lei ha commentato e tutte le altre che mi pregio di inserire. Non sono stato molto prodigo di commenti, nello specifico, perchè ero più interessato a fornire una cronaca di quanto avevo visto. Ho cercato di documentarmi chiedendo lumi a chi di dovere (cioè il delegato della sicurezza del Parma FC), ho riportato, per averle sentite con le mie orecchie, le idee espresse dai Boys e da altri della Nord ai cancelli dove venivano "sequestrati" gli ombrelli con la punta. Uno squarcio delle mie opinioni in merito si potevano cogliere dal titolo ironico (l'accostamento con gli accappatoi distribuiti in Tribuna Stampa) e dall'inciso che ero d'accordo con chi chiedeva "buon senso". E il buon senso vorrebbe che in caso di pioggia gli ombrelli potessero venire usati dai legittimi proprietari per difendersi dalle intemperie. Per dovere di cronaca ho riportato – ma non è detto che le condivida, o che le condivida in parte, minima o massima che sia – le giustificazioni di Perrone sul rigore nell'applicazone della norma, facendo così un "servizio", quello di consentire a tutti i nostri lettori di sapere quello che ha spiegato a quelli della Nord, riuscendo a calmarli, dal momento che dopo il suo intervento si è ristabilito "l'ordine", con la cessazione di canti e grida. Grazie mille per l'attenzione. Gabriele Majo

  • 1 Novembre 2010 in 14:11
    Permalink

    gentile signore Majo,
    a quanto pare per Lei, i soli che avevano un problema erano i Boys, ma si sa che non sono loro a portare gli ombrelli dentro lo stadio ma i tanti che si considerano "tifosi normali" e non ultras. io ho visto scene pietose in nord da parte del servizio dell'ordine che toglieva ombrelli ai bambini, vecchi e addirittura un disabile che conosco benissimo perchè lavora in un attività commerciale di cui sono cliente. Nel resto dello stadio si potevano vedere senza problemi tanti ombrelli, mah… magari si considera che la gente della Nord, pagando di meno, non può mettersi al riparo della pioggia come gli altri…. ma non hanno anche loro la tessera?
    ho visto ragazze dover buttare il pettine (è vero, si sa che è un oggetto molto pericoloso) o l'amuchina (pericolosa sopratutto nelle mani di una donna incinta).
    Al posto di buttare fango sulla gente come i Boys che si fanno sentire per i diritti della gente della Nord, dovrebbe parlare del vero problema ovvero la disguaglianza del trattamento dei tifosi della Nord: è combattere la violenza sequestrare ombrelli a bambini e vecchi? no, si chiama stufare i tifosi e svuotare lo stadio, che non è il massimo per una squadra ultima in classifica.
    infine, Lei vuole che la gente si firmi quando insirisce un commento, ma allora vale anche per quelli che si nascondono dietro un nickname sul sito della gazzetta… a buon intenditore….saluti
    seve

  • 1 Novembre 2010 in 14:25
    Permalink

    Ha ragione Sig. Majo, mi ero scordato il nickname: ora non sono più anonimo. Ma io non volevo certo fare una polemica: gli anziani o i padri di famiglia sanno come sono andate le cose, a chi son stati sequestrati gli ombrelli. La gente ha visto. Ha perso un'occasione per raccontare la verità, non la sua verità.
    Saluti,

    Guitelmo

  • 1 Novembre 2010 in 14:36
    Permalink

    Gentilissimo Sig. Guitelmo, credo che il racconto dei fatti, nella mia cronaca, sia piuttosto preciso: non è una mia "verità", quanto – almeno nelle intenzioni, spero anche nel risultato – il resoconto "fedele" di cosa stava accadendo ieri davanti all'ingresso della Nord. Un racconto che non credo faccia rabbrividire i padri di famiglia, gli anziani, i portatori di handicap, in quanto scrivendone ho dato spazio alle problematiche all'origine della protesta di ieri. Grazie per il suo contributo. Gm

  • 1 Novembre 2010 in 14:39
    Permalink

    Majo, StadioTardini.com, Parma Calcio, Settore Crociato, tanti nomi ma sempre la stessa gente, gli stessi articoli, addirittura: le stesse firme. Rapporti indefiniti, nebulosi, atipici, stipendiati o solo servili. L'informazione serva del padrone, che ogni tanto si mostra come il tifo servo del padrone.

  • 1 Novembre 2010 in 14:45
    Permalink

    Gentile Signor "Seve", nel mio articolo non ho fatto distinzione tra Boys e tifosi in generale di Curva Nord, in quanto la protesta (che non ho in alcun modo giudicato, salvo condividere la legittima richiesta di buon senso) era portata avanti per l'appunto da alcuni rappresentanti del gruppo che, come giustamente lei afferma: "si fanno sentire per i diritti della gente della Nord". Non capisco come e dove possa avere gettato fango sui Boys, dal momento che lei mi accusa di questo: solo perchè ho dedicato spazio a questa protesta, altrimenti sottaciuta? Credo fosse doveroso parlarne proprio per mettere in mostra una problematica emersa ieri: scrivendo l'articolo iniziale ho offerto anche a Lei l'opportuna di lanciare una denuncia (quella del pettine, dell'amuchina, etc.) che altrimenti non sarebbe mai emersa. La ringrazio anche di questo. Saluti. Gmajo

  • 1 Novembre 2010 in 14:57
    Permalink

    Gentile estensore del commento delle ore 14.39, che si nasconde anonimamente dietro una tastiera, sappia che lo scrivente Gabriele Majo, non è stipendiato dal Parma FC Spa dal 30.06.2009 suo ultimo giorno di lavoro per la suddetta società. Da quel giorno, magari pure un po' a fatica, ho fatto circolare le mie idee – che capisco possano anche non essere da Lei condivise – attraverso i media che mi hanno concesso ospitalità. Tra questi anche settorecrociatoparma.it, proprio perchè ne apprezzo stile, contenuti, idee e valori. Ma l'accusa neppure tanto velata che lei lancia che il sottoscritto o Settore Crociato siano in qualche modo "prezzolati" dalla Società è talmente risibile che non meriterebbe neppure una replica. Se spreco il mio tempo a farla è perchè c'è gente in evidente malafede come lei, che ne approfitta per sedimentare il seme dell'odio o per lo meno del dubbio nel lettore. Vada a chiedere alla Società Parma FC Spa, che secondo lei mi starebbe ancora conferendo degli emolumenti, quanto sono contenti dell' "informazione serva del padrone, che ogni tanto si mostra come il tifo servo del padrone" che esce da questa testata o da altre che Lei ha menzionato.

  • 1 Novembre 2010 in 15:34
    Permalink

    Majo ci fai lo stesso effetto dei reggiani di merda: ….ridere!!!

  • 1 Novembre 2010 in 16:07
    Permalink

    Gentile estensore anonimo delle ore15.34, sono contento di provocare sollazzo: di questi tempi una sonora risata non fa male. Il fatto che ai reggiani lei riservi lo stesso epiteto urlato ieri al sottoscritto da qualcuno nei pressi della gabbia dell'accesso alla Curva Nord, la qualifica in modo inequivocabile. Il fatto che lei usi il "ci" vuol dire che non sta parlando a titolo personale, ma a nome di una pluralità di persone. Davvero interessante. Comunque in questo libero spazio sono graditi contenuti alla discussione, che possono essere denunce, racconti, opinioni, ovviamente e soprattutto anche in contrasto con la mia: osservazioni come la Sua sono superflue all'arricchimento del dialogo.

  • 1 Novembre 2010 in 16:14
    Permalink

    Buongiorno a tutti . Sono un metalmeccanico parmigiano , abbonato in curva nord . Perche' ho evidenziato il fatto che io sia metalmeccanico ? perche' non sono un giornalista . Forse un giornalista non si e' mai posto il problema o la domanda : " se io fossi un metalmeccanico farei cosi' ,mentre io ieri pomeriggio davanti alla curva nord ho assistito al peggio del peggio . Si peggio degli incidenti di Parma Reggiana dell 86 per intenderci . Ho visto degli anziani e dei papa' con i loro bambini costretti a lasciare gli ombrelli . Ma il fatto peggiore e' quando l'ombrello e' stato tolto ( anche in malo modo ) ad un ragazzo handicappato . Questo ha scatenato la protesta di tutte le persone che erano li con l'arrivo anche della polizia . Per chi era li ,be' io ero quello che chiedevo a gran voce la presenza di un giornalista , e urlavo : "dov'e' la TV dov'e' la stampa ?" Ho anche chiesto ad un ragazzo dei boys di chiamare Piovani ,e li mi son detto : "ah se fossi un giornalista" .Cosa farei ? : Intervisterei il ragazzo handiccapato , intervisterei i padri dei bimbi ,ma non solo intervisterei gli agenti di polizia e i responsabili dell'ordine pubblico vorrei sentire dalla loro bocca che pericolo puo' dare un ombrello nelle mani di un bambino o di un ragazzo handicappato , intervisterei gli stessi steward che si vergognavano di quello che stavano facendo ,mi rammaricavo che nessun giornalista fosse presente . Poi leggo su questo blog che un giornalista c'era , Lei signor Majo . E nel suo articolo si lamenta della presenza di un tamburo ??? ah se ci fosse stato un giornalista( vero ) in quel frangente davanti alla curva , ma mi dispiace io sono un metalmeccanico , e di giornalisti nemmeno l'ombra .
    mi firmo anche

    Mauro

  • 1 Novembre 2010 in 16:49
    Permalink

    Gentile Signor Mauro, il suo commento, al contrario di quello che lo ha preceduto, merita una riposta ed un approfondimento, pur contenendo delle aperte critiche anche al sottoscritto. Io sono arrivato sul posto, come documentano le immagini della photogallery, qualche attimo dopo che erano partite le sonore proteste dei Boys, appunto da queste attirato. Non ho udito la sua invocazione "dov'è la stampa", se no mi sarei avvicinato a lei per approfondire il tema, così come ho cercato di fare pubblicando la cronaca su questo blog di quanto ho visto con i miei occhi e sentito con le mie orecchie, comprese le spiegazioni del responsabile sicurezza del Parma FC che ho riportato. Nessuna delle persone che ho sentito sul posto, tifosi inclusi, mi ha riferito del sequestro dell'ombrello alla persona portatrice di handicap, se no lo avrei riferito con lo stesso spirito di servizio che mi ha consigliato di pubblicare questa notizia e di diffonderla pure sugli altri organi di informazione web della città. Insomma se oggi ne stiamo parlando, lei compreso, è perché sul posto un giornalista c'era. Con tutti i limiti che vuole, ma c'era. E grazie al suo contributo e a quello di diversi altri che l'hanno preceduta stiamo ricostruendo meglio l'accaduto. Ribadisco: solo tramite questi commenti mi arrivata la segnalazione del ritiro dell' ombrello anche ad una persona diversamente abile, e mi fa piacere che lo si possa sapere grazie a questo servizio. Lei, però, mi fa un torto quando afferma che io mi sarei lamentato per la presenza di un tamburo in Curva Nord: ne ho solo segnalato la presenza, non mi sono lamentato. Anche perchè se fosse per me tutti i tifosi dovrebbero avere "trombe e bandiere ed accompagnare la squadra del cuore", come suggerisce il nostro caro inno "Forza Parma". La contraddizione sottintesa era: il tamburo passa e l'ombrello (soprattutto quello del diversamente abile) no. Non mi pare propriamente una lamentela… Grazie ancora per il Suo contributo. Gmajo

  • 2 Novembre 2010 in 02:22
    Permalink

    Buonasera Sig. Majo,
    ho letto il suo articolo, e come sempre mi chiedo ma lei da che parte sta?
    E' giusto che bambini, padri di famiglia, persone diversamente abili, persone tesserate, ricevino questo trattamento? Perrone dice che i tifosi del Chievo sono una tifoseria meno pericolosa rispetto alla nostra? Ma stiamo scherzando, ma come si permette? Penso che alle persone a cui è stato negato l'ingresso dell'ombrello in Nord,siano tutto, tranne che persone pericolose, ed è proprio attraverso gli organi di informazione, che questi episodi vanno denunciati ma correttamente, non tanto per scrivere come nel suo articolo, nel rispetto di coloro che hanno ricevuto un torto direttamente dalla società, come si usa dire oggi, società verso la quale 'sono clienti'. Ma a Parma, mi chiedo il cliente non ha mai ragione? La prossima volta, invece, che scattare semplicemente foto (che vogliono dire tutto, ma molte volte non dicono niente)e invece di andare a parlare con gli organi della Dirigenza per sapere come sono andate le cose, persone che dell'ombrello non ne hanno sicuramente bisogno, sarebbe bene si confrontasse con i tifosi della sua amata squadra, con le persone dirette interessate, e che imparasse a raccogliere le testimonianze della vera voce della Nord, che le assicuro, non è formata solo dalla parte degli 'Ultras',i quali mi pare di capire non le vadano molto a genio. Mi sembra però, che a lei interessasse semplicemente postare un'articolo in più, e strumentalizzare la cosa, per sottolineare che qualcuno si è permesso di darle dell' ''uomo di merda'' mi spiace, ma allora deve cambiare il titolo all'articolo, altrimenti, è una vera e propria mancanza di rispetto per i nostri tifosi.

    CM

  • 2 Novembre 2010 in 10:29
    Permalink

    Gentile CM, per problemi tecnici non sono riuscito a postare qui tutta la risposta al suo commento. Potrà trovare la stessa direttamente come news sul sito. Dimenticavo però una doverosa correzione, che aggiungo qui: Perrone non ha mai affermato (e di conseguenza io non l'ho mai scritto)che la tifoseria del Chievo è meno pericolosa della nostra. Grazie per l'attenzione con la quale ci segue e per il suo contributo al dialogo. Cordiali Saluti gm

  • 2 Novembre 2010 in 13:14
    Permalink

    Sig. Majo,

    in merito al mio commento di ieri e alla sua risposta, La invito a rileggere con più attenzione il suo ultimo articolo ma anche le varie mail scritte precedentemente, in cui si intendono chiaramente il suo rancore.In quest’ultimo articolo sottolinea bene i suoi “problemi” con i Boys, argomento peraltro che non si lega affatto con la motivazione della stesura dello stesso. Per quanto riguarda le sue lamentele in merito alle offese ricevute, le consiglio prima di tutto di chiedersi perché e magari di farsi un esame di coscienza per capire perché è stato attaccato personalmente in questo modo. Siamo d’accordo sul fatto che nessuno può impedirLe di scattare foto e di commentare a suo piacimento, ma legandomi alla risposta di “CM”, Le consiglio di commentarle per bene visto che una foto può dire qualsiasi cosa se lasciata all’impressione di chi la guarda. Se dobbiamo denunciare fatti accaduti, meglio descrivere la verità dei fatti. È IL lavoro del giornalista, commentare la verità.Quando dico che Lei butta fango sui Boys, non mi riferisco soltanto a quest’articolo ma a tanti altri insieme a dei commenti espressi nel passato come il suo racconto per l’accaduto al ritorno della trasferta del Bologna alla stazione di Parma. Pertanto, come si impara dai tempi dei tempi, le informazioni si prendono dai bassi ranghi da chi, in questo caso, segue sport e questa squadra con passione e solo passione! E non da chi ricava denaro e grossi guadagni. Quindi, nel caso di domenica, era meglio parlare con chi ha dovuto lasciare all’ingresso l’ombrello come vecchi, bambini… prima di parlare con le persone che glieli hanno tolti, che hanno dato la solita risposta per non aver problemi e spiegare fatti pietosi.
    Pertanto, se vuole essere ritenuto un giornalista e il suo obbiettivo è quello di scrivere verità, Le consiglio di chiacchierare un po’ di più con i tifosi, ultras e non, oltre alle persone che gestiscono la sicurezza, se di sicurezza possiamo parlare.
    Saluti
    Sign.a Seve

  • 2 Novembre 2010 in 13:26
    Permalink

    Buongiorno.
    Leggendo quest'articolo, io non riesco né a ridere ma nemmeno a piangere, quello che provo è compatimento. Ma ho letto bene? Ma davvero Lei parla di protesta relativamente a quei quattro cori simpatici partiti da alcuni ragazzi indignati per quello che stava succedendo? Ma davvero a Parma ci si scandalizza per questo? Ma davvero ogni occasione è buona per parlare male dei Boys e per "fare notizia"? Le assicuro che chi scrive è ben distante da quella famosa mentalità da "ultras" (tra virgolette, come sottolinea spesso Lei) ma sono ormai stanco di leggere notiziole deviate, ovvero qui la notizia ritengo che sia il fatto che le tanto citate "famiglie allo stadio" che gli Ultras stanno allontanando, in realtà sono allontanate dal mito dell'ordine pubblico, che in realtà nasconde ben altro.
    Mi permetto, con la minima presunzione possibile, di suggerirLe di non prendere posizione nelle notizie che scrive e/o pubblica soltanto, ma di narrare l'accaduto senza farcirlo di commenti personali.
    Dalle Sue righe, ahilei, si legge astio, malcelata voglia di vendetta e sciocca rivalità (cito l'episodio del tamburo "tu michiamiuomodim.alloraiofacciolaspia" oppure del "CI pare di ricordare un antico coro ecc ecc") nei confronti dei Boys.
    La Sua voglia di fare cronaca La dovrebbe spingere a cercare di capire chi ha fatto entrare quel tamburo e non ad accusare senza sapere, o sbaglio?
    Brano sicuramente a prova di querela, data la Sua forte abilità nella scrittura, ma con offese chiaramente comprensibili ai più.

  • 2 Novembre 2010 in 14:02
    Permalink

    Visto che ieri è stato tirato via un commento (censurato) oggi lo riscivo e vediamo se hai il coraggio di rispondere (lo so la verita fà male visto che è diversa dal mondo delle fiabe in cui vivi) Ti sei accorto che tutti stanno raccontando un modo dei fatti diverso dal tuo? Ma sei davvero un giornalista, non eri un pranoterapista? Visto quello che è successo inizio a capire perchè vieni apostrofato da molta gente con certi epiteti

  • 2 Novembre 2010 in 14:03
    Permalink

    Gentile Sig.a Seve, grazie, intanto, per questo nuovo contributo che offre al dialogo. Preciso, personalmente, di non avere alcun "problema" con i Boys, che sono liberissimi di definirmi come meglio credono nelle occasioni in cui mi incontrano. Ho già detto, e ripeto, che avrei scritto comunque di quell'episodio, quale momento di cronaca. E l'ho scritto con la stessa serenità di animo che avrei avuto se mi avessero eletto l'idolo delle folle. Il mio scopo è raccontare con onestà i fatti, e su questo blog c'è la massima libertà per poterci riuscire. Lei fa anche riferimento a quanto accaduto alla stazione di Parma dopo Parma-Bologna, ai quali ho assistito direttamente, ma potrebbe farlo anche per Parma-Spal, dove, invece mancavo. Ma non cambia il concetto: sono contrario a qualsiasi forma di violenza e mi stupisco, invece, di chi sia sempre pronto a prendere le difese, ogni volta tirando a mano provocazioni e scuse varie, dei protagonisti di questi episodi. Mettiamola così: a me ha fatto schifo questa estate vedere accostato il nome della città dove sono nato e dove abito a fatti di cui gli stessi Boys si sono vergognati, almeno parlando con me (chiedetelo ad uno dei capi, a proposito di una conversazione fatta tempo fa davanti alle biglietterie), anche se sarebbe stato meglio che questa presa di posizione fosse pubblica. Come vede coi tifosi ci parlo, ho sete di dialogo. Di dialogo, chiaro il concetto? Ho già precisato in più post di avere conferito sì con perrone, citato, ma anche conm tre tifosi, uno peraltro piuttosto noto, e nessuno di loro mi ha detto della storia degli handicappati. Se me lo avessero riferito, come mia abitudine, non avrei taciuto, ma approfondito. Che interesse avrei avuto a fare il contrario? Grazie ancora. Cordiali Saluti Gmajo

  • 2 Novembre 2010 in 14:23
    Permalink

    Gentile estensore del commento delle 13.26, come già detto ieri mi piacerebbe Vi firmaste almeno con un nick name se non proprio col Vostro nome e cognome. Oltre ad essere una formazione di educazione renderebbe più semplice e diretto il dialogo senza perdita di tempo in preamboli. E lo stesso vale anche per l'estensore dell'intervento successivo, quello che tira a mano la censura per quello che non era un commento, ma solo una meschina provocazione. Sul finire degli anni 80 avevo registrato una serie di "redazionali" televisivi dove intervistavo un pranoterapeuta. Lo intervistavo, non ero io ad essere intervistato. Non stavo imponendo le mani, egregio provocatore da tastiera, chiaro?. Stavo facendo un lavoro giornalistico per il quale sono stato regolarmente retribuito a presentazione di parcella, con relative tasse pagate. Quindi ogni volta che passerà da queste parti per lasciare sterili provocazioni stia certo che verranno cancellate. Senza che tirio in ballo la censura. Torno all'estensore delle 13.26: accetto volentieri il suo compatimento perchè non la faccio nè ridere, nè piangere, ma garantisco a Lei e a tutti gli altri che stanno suonando la messa cantata che il sottoscritto non ha alcun astio con i Boys, che possono continuare a definirmi uomo di merda. Ma si rivolgono allo stesso giornalista che fin dal lontano 95,facendo scandalizzare tutti i colleghi di allora, aveva dedicato ben 2 pagine 2 (intere) ai Boys con tanto di intervista al capo ultrà e molte foto della sede sul defunto quotidiano La Tribuna di Parma, quando ancora era tabù scrivere di loro. Quando reputo corretto dire bravi (vedi la protesta del panino) lo dico, quando c'è da dire non mi è piaciuto (vedi critica per il silenzio tifo) lo dico e quando faccio il cronista racconto quello che vedo e sento con massima serenità d'animo e trasparenza. E appunto avendo fatto il cronista, raccontando i fatti su queste colonne, Voi stessi avete potuto approfittarne per meglio chiarire o descrivere. Con democrazia. Grazie ancora per il contributo Gmajo

  • 19 Settembre 2011 in 17:01
    Permalink

    Salve a tutti,anzitutto ringrazio il Sign.Majo per aver permesso a tutti noi un commento sull'accaduto ed altresì una precisa risposta da parte dello stesso. Bene, sono un assiduo frequentatore dello Stadio Tardini e al contrario di molti altri, il mio pensiero mi porta a schierarmi con quanti giorno per giorno e partita per partita cercano di svolgere un lavoro quanto il piu' certosino possibile per, da un lato evitare Incidenti et similia pre-durante-post Match, dall'altro rispettare e far rispettare i rigidi dettami della Legge sulla Sicurezza degli Impianti Sportivi. In tal senso, senza dilungarmi eccessivamente, voglio fare notare ai singoli lettori che il popolo Parmigiano conosce benissimo la regola secondo la quale, all'interno dello Stadio non possono accedere gli "Ombrelli con la Punta (Legno-Metallo), ma al contrario, sono ben accetti quelli "Telescopici-Tascabili". Ancora debbo aggiungere che, da quanto mi risulta,gli Steward, ogni qualvolta si verifica tal problema, fanno presente ai Signori Tifosi la suddetta regola. L'ultima considerazione che mi permetto di aggiungere riguarda il fatto che, almeno per la partita di Ieri (alla quale ho assistito proprio nella Curva "Incriminata", la Nord!), ogni ombrello "sequestrato"(se così vogliamo dire) è stato dagli Steward catalogato da apposito numeretto, permettendo così la precisa restituzione degli stessi al legittimo proprietario.Grazie per l'opportunità critica da Lei concessa. Saluti Giustino il Giusto.

  • 19 Settembre 2011 in 17:23
    Permalink

    Chiedo scusa ma il commento si riferiva ai fatti di Parma-Chievo stagione sportiva 2011-12. Evidentemente,il problema è il medesimo! Saluti Giustino il Giusto!

  • 19 Settembre 2011 in 18:40
    Permalink

    Salve "Giustino il Giusto", mi dispiace che si sia dovuto sorbire, con undici mesi di ritardo, tutto il dibattito sulla questione ombrelli di Parma-Chievo 2010-11. Come rimarcato nel mio articolo relativo alla presente stagione 2011-12 la pioggia, purtroppo, è stata di nuovo protagonista. Rispetto a un anno fa, però, non c'è stata alcuna polemica rumorosa nei pressi della Gabbia della Nord e come ha correttamente scritto Lei tutti i parapioggia non ammessi sono stati ritirati, collegati e quindi restituiti dagli incaricati. Abbiamo tra l'altro pubblicato alcune foto con la distesa degli ombrelli appesi alle cancellate e alle protezioni dell'Ennio, mentre avveniva la restituzione. Grazie per l'equilibrio comunque mostrato. Cordialmente Gmajo

I commenti sono chiusi.

Questo sito web utilizza i cookie di terze parti come ad es. Google Analytics per migliorare e personalizzare la vostra esperienza di navigazione e anche a fini statistici. Continuando ad utilizzare il sito accettate l'utilizzo dei cookie. Nel caso non desideriate l'utilizzo dei cookie potrete effettuare l'opt-out uscendo dal sito o seguendo le istruzioni nella pagina delle informazioni. PIU' INFORMAZIONI...

COOKIE, PRIVACY, TERMINI E CONDIZIONI D'UTILIZZO
Relativi ai domini/siti Stadiotardini.it, Stadiotardini.com, GabrieleMajo.com e Parmacalcio.com di proprietà di Gabriele Majo

>> LA PRESENTE PAGINA NON CONTIENE COOKIE O CODICE DI TRACKING <<

COOKIE
I cookie sono piccoli frammenti di testo archiviati sul suo browser attraverso il sito web che visita. I siti web utilizzano i cookie per memorizzare informazioni sulla sua navigazione, sulle sue preferenze o per gestire l'accesso ad aree a lei riservate.
I gestori dei siti web e i soggetti che attraverso i medesimi siti li installano possono accedere esclusivamente ai cookie che hanno archiviato sul suo browser. Qui può trovare maggiori informazioni sui cookie: http://it.wikipedia.org/wiki/Cookie
Cookie tecnici che non richiedono consenso
Gabriele Majo, nel corso della sua navigazione sulle pagine dei siti internet del Gruppo, installerà sul suo dispositivo e, in particolare, nel browser di navigazione alcuni c.d. cookie, ovvero informazioni che ci consentono di memorizzare alcuni dati utili a: riconoscere che attraverso il suo browser sono già stati visitati i Siti del Gruppo, e registrare e ricordare qualsiasi preferenza che possa essere stata impostata durante la navigazione su tali siti.
Per esempio, Gabriele Majo potrebbe salvare le sue informazioni di accesso, in modo che non debba effettuare la procedura di accesso ogni volta che accede al sito o siti del gruppo collegati; analizzare i Siti del Gruppo e il loro utilizzo e per migliorarne i servizi; memorizzare la sua scelta relativa al consenso all'installazione di cookie di profilazione. L’utilizzo da parte di Gabriele Majo di tali cookie ed i trattamenti ad essi correlati – per sé e/o per le altre società del Gruppo - sono necessari per consentire alle società del Gruppo di renderle disponibili i contenuti pubblicati sui nostri siti in modo efficace e di facile consultazione.
L’utilizzo di tali cookie e lo svolgimento dei trattamenti ad essi connessi, non richiede, ai sensi della disciplina vigente, il suo consenso.

Gabriele Majo, inoltre, installerà sul suo dispositivo e, in particolare, nel suo browser o lascerà installare a terzi alcuni cookie che ci sono necessari per acquisire o far acquisire a nostri partner informazioni statistiche in forma anonima e aggregata relative alla sua navigazione sulle pagine dei siti del Gruppo.
Si tratta, in particolare, dei cookie relativi ai seguenti servizi di analisi statistica per i quali forniamo maggiori informazioni anche per la disattivazione:
Google Analytics
https://support.google.com/analytics/answer/2763052?hl=it
Youtube
Anche per l’utilizzo di tali cookie e per i trattamenti di dati personali ad esso connessi non è necessario, in forza di quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di privacy, il suo consenso. Cookie per cui è richiesto il consenso Qualora, inoltre, lei presti il relativo consenso attraverso una delle modalità semplificate descritte nell’informativa breve che le è stata presentata al momento del suo primo accesso su un sito del nostro Gruppo o seguendo le istruzioni che seguono, Gabriele Majo potrà installare e/o lasciar installare a società terze ulteriori cookie, c.d. di profilazione, che hanno lo scopo di aiutare Gabriele Majo – nel suo interesse e/o in quello di altre società del Gruppo - e/o aiutare le società terze qui di seguito elencate a raccogliere informazioni sui suoi interessi ed abitudini così da proporle comunicazioni commerciali, per quanto possibile, di suo interesse o, comunque, coerenti con i suoi interessi.
Come le è già stato fatto presente attraverso l’informativa breve che le è stata proposta all’atto del suo primo approdo su uno dei siti del nostro Gruppo, attraverso le modalità ivi riportate può prestare un consenso unico a che Gabriele Majo e le società terze installino sul suo dispositivo i predetti cookie e pongano in essere i conseguenti trattamenti di profilazione o negare tale consenso a Gabriele Majo ed ogni altra società non utilizzando i servizi dei siti del gruppo.

L'accesso alle pagine dei siti web realizzati e mantenuti da Gabriele Majo (di cui fanno parte i siti indicati sopra) implica per l'utente l'accettazione dell'utilizzo dell'uso dei cookie e delle seguenti condizioni secondo la vigente normativa sulla privacy. In caso l'utente non accetti l'utilizzo dei cookie da parte di Gabriele Majo potrà effettuare l'opt-out abbandonando le pagine dei nostri siti.

Copyright
La documentazione, le immagini, i marchi e quant'altro pubblicato e riprodotto su questo sito è di proprietà della, oppure concesso da terze parti in uso alla Gabriele Majo, così come alle aziende che hanno concesso in licenza software e materiale grafico e multimediale e ne è vietata la riproduzione al pubblico.

Responsabilità di Gabriele Majo
Nessuna responsabilità viene assunta in relazione sia al contenuto di quanto pubblicato su questo sito ed all'uso che terzi ne potranno fare, sia per le eventuali contaminazioni derivanti dall'accesso, dall'interconnessione, dallo scarico di materiale e programmi informatici da questo sito.
Pertanto Gabriele Majo , non sarà tenuta per qualsiasi titolo a rispondere in ordine a danni, perdite, pregiudizi di alcun genere che terzi potranno subire a causa del contatto intervenuto con questo sito, oppure a seguito dell'uso di quanto nello stesso pubblicato così come dei software impiegati.
Le eventuali informazioni comunicate spontaneamente da parte di soggetti terzi al sito potranno essere liberamente usate da Gabriele Majo

Trattamento dei dati personali
L'accesso ad alcune sezioni del sito e/o eventuali richieste di informazioni o di servizi da parte degli utenti del sito potranno essere subordinati all'inserimento di dati personali il cui trattamento da parte di Gabriele Majo (di seguito “Gabriele Majo”), quale Titolare del trattamento, avverrà nel rispetto del D.Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (di seguito il “Codice”) .

La presente informativa ha lo scopo di consentire agli utenti di conoscere, anche prima di accedere alle varie sezioni del sito e di conferire i propri dati, in che modo Gabriele Majo tratta i dati personali degli utenti e sarà comunque necessario che l’utente ne prenda visione prima che egli conferisca propri dati personali compilando gli appositi spazi nelle varie sezioni del sito.

Finalità del trattamento
Secondo le esigenze di volta in volta manifestate dall’utente che accede alle varie sezioni del sito, le finalità del trattamento dei dati personali conferiti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on-line potranno essere le seguenti:

a) consentire la registrazione sul sito, che è necessaria per l’accesso a particolari sezioni del sito stesso e per erogare e gestire i vari servizi offerti;
< b) previo consenso dell’utente e fino alla revoca dello stesso, effettuare attività di marketing (quali, in via meramente esemplificativa ma non esaustiva, invio di materiale promozionale e pubblicitario, svolgimento di connesse analisi sugli utenti registrati, che consentano a Gabriele Majo di migliorare i servizi e prodotti offerti alla propria clientela); e ciò anche a mezzo di e.mail, fax, mms e sms, previo specifico consenso e fino alla revoca dello stesso;
c) inviare newsletter per ricevere aggiornamenti su tutte le novità del sito, ricette, menu, consigli del nutrizionista, e tante altre notizie sui servizi Gabriele Majo (sezione “Abbonati alla newsletter” del sito);
d) rispondere alle richieste degli utenti in relazione a prodotti e servizi Gabriele Majo, alla pubblicità, ovvero al sito (sezione “Contattaci” del sito).

La registrazione degli utenti sul sito non è richiesta per la prestazione di alcuni servizi offerti da Gabriele Majo (ad es., quelli di cui ai precedenti paragrafi c) e d)). Tuttavia, al fine di evadere le eventuali richieste degli utenti riguardanti tali servizi e ordini, essi saranno invitati a conferire dati personali, che saranno trattati per le sole relative finalità e per il tempo strettamente necessario al completamento delle suddette operazioni.
Modalità del trattamento
I dati personali saranno trattati in forma prevalentemente automatizzata, con logiche strettamente correlate alle predette finalità.

Natura del conferimento dei dati personali degli utenti
Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma esso è in parte necessario (cioè per quei dati le cui caselle sono contraddistinte da un asterisco) affinché Gabriele Majo possa soddisfare le esigenze dell’utente nell’ambito delle funzionalità del sito. Il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali contrassegnati da un asterisco, in quanto necessari per l'esecuzione della prestazione richiesta, non rende possibile tale esecuzione; mentre il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali facoltativi non necessari non comporta alcuna conseguenza.
Categorie di dati personali oggetto di trattamento
Oltre ai dati personali conferiti direttamente dagli utenti (quali nome, cognome, indirizzo postale, di posta elettronica, ecc.), in fase di connessione al sito, i sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del sito stesso acquisiscono indirettamente alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Tali dati vengono trattati al solo fine di effettuare indagini statistiche anonime.

Categorie di soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati personali degli utenti
I dati personali potranno essere portati a conoscenza di dipendenti o collaboratori che, operando sotto la diretta autorità di quest’ultimo, sono nominati responsabili o incaricati del trattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice e che riceveranno al riguardo adeguate istruzioni operative; lo stesso avverrà – a cura dei Responsabili nominati dal Titolare - nei confronti dei dipendenti o collaboratori dei Responsabili.

Ambito di comunicazione o diffusione dei dati personali degli utenti
I dati personali forniti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on line non saranno comunicati a terzi o diffusi, salvo il caso di inserimento nel sito di nomi di vincitori di eventuali concorsi od operazioni a premio promossi da Gabriele Majo tramite il sito.

Titolare e Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento è Gabriele Majo

Responsabili del trattamento sono:
1) Il Sig. Gabriele Majo, titolare del sito
Fornitori di servizi:
Gabriele Majo si avvale di aziende specializzate per quanto riguarda la gestione dei propri server, la connettività, la realizzazione e gestione di software stand alone e web. Gli addetti alla gestione dei suddetti servizi potrebbero entrare in contatto con dispositivi contenenti i dati memorizzati sui nostri server:
1) Gruppo Pegaso di Rodia Maria Teresa, via Abbeveratoia 27a, 43126 Parma, per quanto concerne l’amministrazione e la gestione del sito, e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
2) Euromaster di Roberto Cirianni, Via Agostino Valiero 12, Roma (Rm), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
3) OVH Srl Via Trieste, 25 - 20097, San Donato Milanese (MI), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso o porzioni di sito.

CHIUDI