E ORA LE GENOVEFFE SONO QUATTRO…

Il Parma illude per un tempo, grazie a una magia di Palladino, ma nella ripresa il Napoli dilaga (1-3) dopo il gol iniziale in fuori gioco di Hamsik che fa andare su tutte le furie Leonardi e Ghirardi

ghirardi sky(gmajo) – Dal doppio confronto con il Napoli (sul campo e mediatico) il Parma esce pesantemente sconfitto. 1-3 il verdetto del tappeto verde, anche se la rimonta azzurra è viziata dal palese fuorigioco di Hamsik in occasione della segnatura al minuto numero 7 della ripresa che andava a pareggiare i conti con il capolavoro iniziale del campano, ma da gennaio in servizio permanente effettivo per i Crociati, Raffaele Palladino, che al 28° del primo tempo aveva illuso i nostri con una rete capolavoro dopo calcio franco di Dzemaili. Passano ulteriori quattro minuti e Lavezzi, già ispiratore del primo gol del Napoli, decide di entrare personalmente sul tabellino dei marcatori (1-2). Subito dopo Galloppa si fa cacciare per una entrata più da arti marziali che da calcio su Hamsik (sebbene senza la volontà di voler fare male all’avversario) e poi alla fine, dopo gentile concessione di Paci, a chiudere definitivamente il discorso è Maggio con la rete che dovrebbe spazzare via ogni possibile recriminazione. Già, dovrebbe. Perché invece dopo il 90° le recriminazioni, in diretta satellitare su Sky, non mancheranno, con Leonardi che esclama a ripetizione “Basta!” (il riferimento è ai torti arbitrali che danneggerebbero Parma) e con Ghirardi che promuoveva al rango di Genoveffa il Napoli, che fino alle 20.45 si auto-considerava una delle Cenerentole del Campionato. Continua all’interno

Della sconfitta sul campo ci sarebbe ben poco da aggiungere: è vero, infatti, che il là l’ha dato un fuorigioco certo non affetto da ipospadismo, ma il crollo verticale del Parma, soprattutto di natura mentale, più che fisica, è congenito alle caratteristiche strutturali di questa squadra, così come troppe volte palesato durante la presente disgraziata stagione. Non mi pare di ricordare, dopo 29 giornate, partite giocate “interamente” dai nostri eroi: un tempo, o almeno una porzione di gara, sistematicamente viene lasciato agli avversari. La sensazione che ho avvertito ieri sera è che i nostri si fossero illusi, al riposo, di avere già portato a termine l’impresa, forse sottovalutando il Napoli che nei primi 45’ di gioco aveva senza dubbio deluso le aspettative. Nella seconda frazione lo spartito è cambiato: Frustalupi (il sostituto dello squalificato Mazzarri), evidentemente, ha “frustato” (ci si perdoni il gioco di parole) i suoi, ottenendo che ci mettessero una maggiore concentrazione, e tirassero fuori le indubbie qualità che hanno (del resto se sono in piena zona Champions ci sarà pure un motivo); al contrario il Parma è parso, fin dalle prime battute, più timido e svagato rispetto all’eccellente primo tempo e. Con queste premesse, al di là della mancata segnalazione di off side di Hamsik da parte dell’assistente Rosi, era inevitabile che prima o poi il Parma buscasse uno (o più) gol. Per questo motivo ho trovato lo sfogo finale di Leonardi esagerato, sia pure capibile, perché è vero che il gol in fuorigioco di Hamsik ha cambiato l’inerzia della partita, ma è altrettanto vero che una squadra che subisce un torto, anche se è in lotta per non retrocedere, dovrebbe avere nelle sue corde la forza per reagire, senza abbattersi alla prima avversità. Riconoscere – come lo stesso Leonardi ha fatto – che questo episodio ha invece condizionato negativamente la squadra, è testimonianza del preoccupante stato di salute in cui versa il Parma. L’AD ha sostenuto che un fatto del genere avrebbe sconvolto una qualsiasi corazzata: io rimango di un parere opposto e cioè che se subisco un torto, questo mi dovrebbe dare un’ulteriore forza per ribellarmi positivamente all’ingiustizia, senza gettare il cervello all’ammasso. Sostiene Leonardi che in campo le cose si vengono subito a sapere, e che quindi i giocatori avevano da subito la certezza della posizione irregolare di due metri di Hamsik, e quindi lo sapeva anche Galloppa che di lì a poco avrebbe fatto l’entrataccia che ha fatto sullo slovacco. Io preferisco pensare che il suo sia stato un intervento sguaiato ma involontario e non ricercato. E mi farebbe piacere se lo pensasse anche il Giudice Sportivo che dovrà comminare una o più giornata di squalifica per il centrocampista, che peraltro si è subito scusato con l’avversario. Ma se per caso dovesse valutare che la sua entrata era volontaria, quasi come se fosse una sorta di punizione per il gol viziato subito, potrebbe esserci qualche turno di “festa” supplementare di troppo. Lo sfogo via satellite di Leonardi (cui sarebbe seguito di lì a poco, sullo stesso canale, quello del Presidente Ghirardi, il quale, mi ha convinto di più per la geniale ed ironica trovata di aver promosso il Napoli da Cenerentola a quarta Genoveffa, usando le definizioni usate in settimana dal suo collega De Laurentiis) nasceva dalla convinzione del dirigente che gli ospiti avessero lucrato vantaggi dopo il piagnisteo in settimana del proprio presidente. Motivo per cui ha deciso di prendere la parola pure lui per lamentarsi per i torti subiti (“Se parla perfino chi ha avuto un paio di mezzi rigorini contro allora possiamo parlare pure noi che ne abbiamo subiti nove. Abbiamo battuto ogni record”), ma senza per questo sperare di ottenere vantaggi nel turno successivo. A proposito di rigori: il Plenipotenziario si è lamentato per la mancata concessione di un penalty a favore del Parma per una vistosa trattenuta ai danni di Zaccardo su punizione di Giovinco. In effetti non gli si può dar torto, perché in situazioni analoghe contro il Parma sono stati fischiati: dunque bisognerebbe che venisse sempre usato lo stesso metro, mentre l’uniformità di giudizio continua a rimanere un’araba fenice. Dai teleschermi di Sky la D’Amico ha respinto al mittente l’accusa di fare da cassa di risonanza per le grandi (“e lo dimostra il fatto che è stato concesso più spazio alle proteste del Parma che alle argomentazioni del Napoli”), Sconcerti ha ricordato che il Parma, come aveva già detto anni fa a Stefano Tanzi, non raggiungerà mai l’attenzione mediatica di altre piazze maggiori, proprio perché più piccola, e Mauro ha chiesto a Ghirardi (e, in via indiretta, a De Laurentiis) perché continuano ad investire nel mondo del calcio se lo vedono così sporco. Al che il Pres gli ha risposto che dovrebbe cambiare hobby, considerato che “il Parma l’anno scorso ha fatturato 76 milioni, non ci sono dieci squadre che fatturano più del Parma e ogni anno è stato tutto ripianato dal sottoscritto…”. E poi la già citata promozione del Napoli da Cenerentola a Quarta Genoveffa, per la quale faceva i complimenti (risate a denti stretti) all’amico De Laurentiis, il quale ieri sera non era al Tardini, sebbene invitato da Tommaso, nella famosa telefonata (che stasera si è confermata essere un autogol mediatico, e quindi pure sul campo) a CRC, in cui aveva incredibilmente affermato “Seguo il Napoli e so che è stato penalizzato, non bisogna essere ipocriti, ha avuto degli arbitraggi che hanno condizionato i risultati dei match”. Poi hai voglia a non voler diventare la vittima sacrificale delle lamentele arbitrali altrui, se sei il primo ad affermare dire che il tuo prossimo avversario è stato vessato dagli arbitri. Prossimo avversario che è decisamente più forte di te dal punto di vista mediatico e sportivo e che non dovresti ulteriormente avvantaggiare con autolesionistiche affermazioni… Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

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