ANGELLA FA LA RASSEGNA STAMPA AL GHIRO

Nel Tg di Teleducato, partendo dai titoli impietosi dei quotidiani nazionali che parlano di Parma comparsa, o in ginocchio, impacciati o non pervenuti, il conduttore di Calcio & Calcio si chiede come si senta il presidente – animato da grande passione, ma anche dal piacere della visibilità, delle telecamere e degli applausi – a vedere la sua creatura bollata come una squadretta…

(Michele Angella, dal Tg di Teleducato) Un’altra figuraccia dopo quella all’esordio a Torino. 7 gol subiti nelle prime due trasferte: 3 ieri sera da una Fiorentina priva di Gilardino. Gioco zero.. Atteggiamento remissivo da complesso di inferiorità evidente. E meno male che erano arrivati quei 3 punti con il Chievo, ottenuti, soffrendo, al 92°,  e forse non proprio in maniera meritata. Ma sono le due prove esterne a preoccupare. Si tratta di quelle figuracce che mandano in bestia il presidente Ghirardi: lui che é animato da grande passione, ma anche dal piacere della visibilità, delle telecamere, degli applausi. Chissà come deve sentirsi adesso che il suo Parma viene bollato, come una squadretta, da giornali e tv. Dopo la Juve era stato il commentatore Aldo Agroppi a parlare a una radio di squadra di pellegrini. Continua all’interno

Il Parma é una comparsa dice oggi il principale quotidiano sportivo italiano, la Gazzetta dello Sport, che definisce anche  i gialloblu “impacciati”, mentre un quotidiano non sportivo, La Repubblica, parla di Parma in ginocchio. Parma non pervenuto: era stato il giudizio ieri sera di Controcampo nel commentare il match del Franchi. D’accordo perdere, ma le figure da barzelletta quelle no. Non solo i pur miti tifosi crociati sono amareggiati, é il presidente che é avvilito e che non vuole essere etichettato come il patron di una squadra macchietta. Con il calcio continuo a perdere soldi, si era sfogato la scorsa primavera il giovane imprenditore bresciano, se poi non arrivano più nemmeno le soddisfazioni sul campo né quelle mediatiche, che ti propongono, magari, come il dirigente virtuoso, allora sono guai. E domenica arriva la Roma. Con i riflettori del posticipo: ci vuole un altro Parma. Se c’é. Michele Angella (dal Tg di Teleducato di giovedì 22 settembre 2011)

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

5 pensieri riguardo “ANGELLA FA LA RASSEGNA STAMPA AL GHIRO

  • 22 Settembre 2011 in 16:28
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    Michele Angella, nel suo servizio, ha detto la sacrosanta verità. Di queste prime tre partite di campionato, il Parma è come se ne avesse giocata mezza: poco pressing, poca cattiveria agonistica, poca fantasia – si escluda Giovinco -, mancanza di soluzioni offensive, rintanati nella propria metà campo. Forse non è un dato ufficiale, ma, a mio avviso, se andiamo ad analizzare le prime 3 giornate di Serie A, il Parma dev'essere l'ultima squadra per tiri in porta effettuati. Buffon, Sorrentino e Boruc non si sono mai sporcati i guantoni per deviare un tiro dei gialloblù/crociati. L'unica volta in cui l'hanno preso tra le braccia, è stato per raccoglierlo in fondo al sacco.
    D'altronde, come dare torto ai giudizi, verticali e piuttosto duri dei quotidiani nazionali?
    Il Parma mi sembra davvero sulle gambe. Ci vuole un cambio psico-fisico, e al più presto. Le altre, Cesena, escluso, stanno facendo punti. Altrimenti urge scossone.
    Conclude dicendo che queste prime partite stanno avvallando le teorie del mio amico "Saltimbanco", Enrico Boni, che aveva pronosticato un avvio, con questa mentalità, con questo allenatore e con questa squadra, quasi proibitivo. Inoltre l'ex voce ufficiale del Parma, nonché opinionista di Calcio&Calcio, ripete da una vita il concetto che ha espresso Angella nel contributo filmato: "Ghirardi con il calcio continua a perdere di soldi e se poi non arrivano più nemmeno le soddisfazioni sul campo né quelle mediatiche, che ti propongono, magari, come il dirigente virtuoso, allora sono guai": in parole povere, se le cose continuano su questa lunghezza d'onda, Ghirardi potrebbe davvero pensare di lasciare il Parma.
    Saluti, Lorenzo Fava.

  • 22 Settembre 2011 in 18:19
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    La manifesta sterilità offensiva del Parma, pessimo contrappasso per i canori del calcio propositivo, è un dato di fatto inoppugnabile di questo tormentato avvio, tuttavia, Lorenzo, io sono un po' contrario agli scossoni (inclusi i terremoti reali, e lo sciame di questi giorni non è una gradevole compagnia) sicché vorrei si evitasse un putsch contro Psycolomba. Poi reputo improbabile che Ghirardi possa pensare di lasciare il Parma se le cose continueranno come adesso: sì certo, è sacrosanto che gli piaccia la visibilità e la buona stampa (decisamente meno le critiche con i "nemici" da mettere all'indice), ma per me è impossibile che possa lasciare il Parma da perdente. E poi fin che qui troverà tifosi che continueranno a sostenerlo a prescindere perché cambiare aria? Ciao Gmajo

  • 22 Settembre 2011 in 18:25
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    paziente: Parma fc
    Diagnosi:Atteggiamento remissivo da complesso di inferiorità evidente!!
    p.s. la juve ha faticato sia contro siena che contro bologna segnandole appena un gol………

  • 22 Settembre 2011 in 19:11
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    Originale il commento di Francesco che merita un cenno. La Juventus, effettivamente, ha avuto vita facile solo contro di noi, relegandoci 4 'pappine'; mentre contro Siena e Bologna ha dimostrato per l'ennesima volta propri limiti.
    Ma tornando alle cose del Parma, il cambiamento dev'essere radicale e ciò deve accadere nell'immediato. Non si può parlare di crisi, ma probabilmente di stato confusionale: poi, può degenerare in crisi. Finché siamo in tempo rimettiamoci in carreggiata. Successivamente saranno doverosi dei cambiamenti. Il Mr, competente e saggio, ha una pecca, dal mio punto di vista: ha inculcato una mentalità troppo difensivista; non ci si può solo difendere nel calcio: prima o poi il gol si becca. E finora sono 8 in tre partite (più uno in coppa Italia).
    Riguardo al Presidente, io – come Boni – mi auguro che non decida mai di lasciare Parma e il Parma, la maggior parte dei tifosi sono al suo fianco. Ma vorrei ricordare il comunicato dei Boys dello scorso anno che invitavano il Pres ad andarsene, qualora lo avesse desiderato. E' proprio vero che la riconoscenza sta andando perdendosi.
    Saluti, Lorenzo Fava.

  • 22 Settembre 2011 in 23:29
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    Sono pienamente d'accordo a metà col mister (Garzya dixit). Nel senso che sono d'accordo su un sano difensivismo, se lo stesso è praticato con virtù come nelle sette giornate. Preferisco il buon vecchio calcio all'italiana alla Trap che non il calcio propositivo. E se vogliamo anche il celebre calcio di Sacchi era prima non prenderle (salvo poi darle), lo stesso dicasi dell'Ancelotti ai tempi del Parma, quando vinceva con degli 1-0 stentati. Quello che è sbagliato è l'atteggiamento in campo, non la mentalità difensivista di per sè. Certo a Firenze si è esagerato in questo senso e sono d'accordo, dal momento che era palese la voglia di difendersi e basta e in quei casi si viene puniti. Non sono d'accordo con la diagnosi di Francesco, se intende estenderla alla gara con la Fiorentina. Se si limita a quella coi bianconeri direi di sì. Ma il Parma a Firenze, per me, non aveva un complesso d'inferiorità evidente. ha solo sbagliato partita, giocando per lo 0-0, salvo squagliarsi (e questo il punto dolens) alla prima difficoltà (esattamente come durante la gestione Marino, che pur partiva da principi calcistici teorici del tutto differenti rispetto al Conservatore). Quelle certezze date un anno fa da Psycolomba dove sono finite? Infine a Lorenzo dico che onestamente non mi ricordo "il comunicato dei Boys dello scorso anno che invitavano il Pres ad andarsene, qualora lo avesse desiderato". Se fai una citazione Ti prego anche di mettere i riferimenti, al fine di evitare contestazioni. Mi sembra strana come frase: non mi ricordo attacchi frontali a Ghirardi. A Leonardi sì. Ma il Pres mi sembrava godesse di una sorta di immunità. Se mi sbaglio mostrami le "pezze". Poi concludi parlando di riconoscenza: sì certo, ma riconoscenza non deve essere una patente eterna che giustifichi tutto, anche perché Ghirardi ha acquistato il Parma a condizione estremamente favorevoli, ed era un gioiello-capolavoro. La retrocessione non era certo figlia dell'Amministrazione Straordinaria che in condizioni economiche peggiori l'aveva pur sempre evitata. Poi che il nostro territorio non abbia saputo mostrare concreto interesse per il club finito nelle mani del giovane bresciano è un altro discorso. Riconoscenza? Sì certo. Ma anche consapevolezza delle cose. E pure non è elegante che si rinfacci che senza di lui saremmo scomparsi, perché non esiste prova contraria, dal momento che l'Amm.ne straordinaria avrebbe potuto proseguire le lunghe ricerche ancora, qualora non avesse ravvisato in Ghirardi l'interlocutore giusto dopo i precedenti abboccamenti con Sanz e Valenza. Cordialmente Gmajo

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